L’Argentina da Triora a Badalucco: storie di streghe, libri, olio e pane

trioraLa bandiera non è blu, ma arancione, e non potrebbe essere altrimenti: Triora è inserito fra i borghi più belli d’Italia e dal 2007 riceve la Bandiera Arancione del Touring Club. Non stiamo parlando di un comune qualsiasi dell’Alta Valle Argentina, alle spalle di Arma di Taggia, ma del suggestivo “Paese delle streghe”. È proprio qui che verso la fine del 1500 andarono in scena i processi di stregoneria, segnando indelebilmente la storia di questo borgo che oggi non conta nemmeno cinquecento anime. La storia
si mischia alla leggenda, lasciando tracce sospese fra realtà e fantasia tra i carrugi del borgo e nel Museo Etnografico e della Stregoneria, ricco di testimonianze dei tempi che furono. Restando ben ancorati al presente ecco invece il Festival del libro e degli scrittori liguri, ospitato da Triora e che quest’anno vede andare in scena la seconda edizione: la data scelta è il 14 agosto,
giornata in cui il borgo sarà la culla della cultura ligure con libri, filmati, musica, stand di case editrici, bancarelle, enogastronomia, animazione per i più piccoli e parecchio altro. Sulle tavole invece sarà d’obbligo trovare il celebre Pane di Triora, prodotto dal Panificio Asplanato Angiolino. Forma tonda e larga, tagliato a fette, si accompagna a qualsiasi pietanza, esaltandosi se gustato con i formaggi locali (come il Bruss): il suo segreto, oltre a ingredienti utilizzati di qualità, sono l’aria e l’acqua del posto. A meno di venti chilometri d’auto da Triora troviamo un altro splendido borgo medievale, che risponde al nome di Badalucco. Piazzette, vicoli, passaggi coperti sono racchiusi fra due ponti a schiena d’asino (il Ponte di Santa Lucia e quello della Madonna degli Angeli), situati all’ingresso e all’uscita del paese. Completano il suggestivo quadro ceramiche e pitture murali, una sfumatura di colori che
interrompe la penombra dell’antico borgo emergendo da muri e carrugi. Infine mulini, frantoi, colture agricole e i terrazzamenti degli uliveti arricchiscono l’aria intrisa metaforicamente d’olio extravergine d’oliva: è questa la casa dell’Olio Roi, azienda che dal 1900 è produttrice di eccellenze olearie da oliva Taggiasca DOP.